La lavanda delle donne

La lavanda delle donne
Di Alice Giugni

“Si narra che in un piccolo paesino della campagna provenzale vivesse una ragazza dalla rara bellezza. Era così bella da attirare lo sguardo di chiunque la incontrasse. Si interessarono a lei anche due brutti ceffi del paese, e un giorno di inizio estate, mentre si recava in campagna a passeggiare, i due decisero di seguirla. I malintenzionati attesero di raggiungere un campo dove in quel momento non vi fosse nessuno e, una volta giunti in un luogo isolato, la aggredirono con l’intenzione di prenderla con la forza. Fu spogliata e gettata a terra. Terrorizzata, la giovane donna scoppiò in un pianto disperato chiedendo aiuto. Le sue lacrime irrigarono la terra del campo e immediatamente una moltitudine di spighe dai fiori viola profumatissimi spuntarono dal terreno e le avvolsero tutto il corpo, impedendo ai due uomini toccarla. I malviventi, sconcertati dall’accaduto, fuggirono via pensando che si trattasse di una stregoneria. La ragazza si salvò, e dal quel giorno, cominciò a fiorire nella campagna provenzale una nuova pianta: la LAVANDA.
Si dice, dunque, che ad una donna in un campo di lavanda non potrà mai accadere niente di male, ed è usanza per le ragazze della Provenza portare un rametto di lavanda in tasca per protezione.”

Anni fa, feci un meraviglioso viaggio in Provenza con mia madre durante la fioritura della lavanda, ed è lì che appresi questa antica leggenda francese. 
Molte sono le tradizioni legate alla lavanda, ma questa mi colpì più di tutte le altre e, un po’ per questa storia, un po’ per alcune delle sue molteplici proprietà, ho deciso di proporla come argomento della rubrica del mese di febbraio. 

Il 14 febbraio è, infatti, il V-Day, dove V sta per Vagina. Durante questa giornata, in palchi e teatri di tutto il mondo, vengono messi in scena i “Monologhi della Vagina”, un’opera teatrale di Eve Ensler che ha lo scopo di denunciare ed abbattere ogni forma di violenza sulle donne e sulle bambine.
Perciò ho scelto proprio la lavanda: perché è l’erba di protezione delle donne.

La lavanda era sacra, nell’antica Roma, alla dea Vesta, la protettrice del focolare; Vesta impersonifica la stessa dea greca Estia, che Priapo tentò di violentare, ad un banchetto, mentre lei e gli altri invitati stavano dormendo.
La dea fu salvata da un asino che svegliò tutti ragliando. 

Questo aneddoto voleva essere il didascalico avvertimento per chi pensasse di abusare di una donna sotto la protezione del focolare domestico, in quanto anche l’asino, l’emblema della lussuria, ragliando, condanna il folle atto criminale di Priapo. 
Estia/Vesta incarna il simbolo di una donna protetta dall’attacco di un uomo, proprio come la ragazza della leggenda provenzale, ed entrambe sono unite dai fiori di lavanda, che le vestali erano solite portare tra i capelli nei rituali propiziatori per ottenere protezione, amore e felicità.

Anche la naturopata Deborah Pavanello, nel suo libro Piante officinali e Naturopatia, scrive sulla lavanda: “I suoi fiori erano utilizzati come talismano per propiziare la prosperità e la fecondità, nonché per proteggere le donne da mariti violenti”. 

Oltre al valore simbolico della lavanda come pianta di protezione per le donne, alcune delle sue proprietà terapeutiche sono strettamente legate ai disturbi vaginali e al ciclo mestruale, creando così un ulteriore intimo legame tra questa pianta e le donne.
La lavandula angustifolia è una spermatofita dicotiledone appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che cresce nel bacino del Mediterraneo, nell’Africa del Nord e nell’Asia dalla Penisola Arabica fino all’India. Predilige i climi temperati e le zone aride, sassose e soleggiate. Cresce spontanea e viene anche abbondantemente coltivata. La coltivazione della lavanda conosce il suo massimo sviluppo nel XIX secolo, quando la società mondana europea abbraccia la moda lanciata dalla regina Vittoria, che utilizzava moltissimo questa pianta poiché ne amava il profumo.

La lavanda prende il suo nome dal gerundio latino del verbo lavare, già conosciuta dagli Egizi (che la utilizzavano per le imbalsamazioni) e da Fenici e Romani, che profumavano con essa l’acqua dei loro bagni. 
Nel Medioevo veniva utilizzata per i lavaggi e le abluzioni e, soprattutto, come pianta terapeutica con la finalità di “lavare” via le malattie, grazie al suo intenso e salvifico profumo.

Della lavanda si utilizzano principalmente i fiori che possono contenere fino a un 3% di olio essenziale, costituito da una vasta gamma di sostanze terpeniche: il geraniolo, il linalolo, il borneolo ed il pinene. 
La lavanda contiene anche flavonoidi (luteolina, vitexina), cumarine, polifenoli e un 12% di tannini. Questa varietà di principi attivi le consente un impiego in terapia molto vasto: è antisettica e batteriostatica, si può utilizzare per disinfettare e per l’igiene personale; inoltre, la sua azione si apprezza a livello intestinale, genitourinario e respiratorio. È decontratturante e antidolorifica: viene utilizzata, infatti, per alleviare le contratture muscolari e le nevralgie. Astringente e cicatrizzante è un ottimo rimedio contro l’acne. Lenitiva sulle punture di insetto, ne placa il prurito. Tiene lontane le zanzare e le termiti e per questo è perfetta da inserire nei sacchettini profumati per gli armadi. Spasmolitica, coleretica e colagoga è ottima in caso di disturbi epato-biliari e gastronterici come dispepsie, nausea, gonfiori, spasmi, colon irritabile. Rilassante e sedativa, a livello del sistema nervoso centrale la lavanda riduce l’irrequietezza, placa l’ansia e facilita il sonno. 

Lo stimolo olfattivo e/o gustativo attiva alcuni distretti del sistema limbico, con un aumento della liberazione di endorfine e conseguente effetto calmante. A cascata, quest’ azione interessa anche l’apparato gastroenterico e l’apparato respiratorio, placando le tossi spasmodiche, irritative e le manifestazioni asmatiformi su base nervosa. La stessa azione antispasmodica è osservabile a livello vasale, e apprezzabile come antidolorifico, soprattutto in caso di emicrania.
La lavanda, dunque, è un ottimo rimedio contro l’irritabilità, l’insonnia e la malinconia. Lava via lo stress, le preoccupazioni, le tossine fisiche ed emotive, avvolge in un’aura di rassicurante pace e calma, nella quale potersi sentire al sicuro.

A livello fitoterapico, questa pianta può essere considerata un’alleata delle donne, come anticipato all’inizio, poiché viene largamente utilizzata nei lavaggi e nelle irrigazioni vaginali, in caso di cistiti e leucorree irritative, in quanto disinfetta, è antibatterica e calma eventuali pruriti. 
L’olio essenziale può essere impiegato, diluito nell’acqua, per il bidet anche a livello preventivo contro eventuali vaginiti, grazie alla sua azione antibatterica. 
Il suo profumo fresco e delicato è perfetto per l’igiene intima e può essere utilizzato anche per profumare la biancheria. 

L’olio essenziale non va mai usato puro ma sempre diluito; può essere miscelato in un olio vettore e applicato sull’assorbente esterno per contrastare l’insorgere di infiammazioni e neutralizzare gli odori.  
La lavanda agisce anche come riequilibrante delle problematiche mestruali come l’oligomenorrea e la dismenorrea, infatti, sin dal 1500 le donne la utilizzano per lenire i dolori mestruali.  
Si può assumere sotto forma di infuso, tintura madre oppure si possono massaggiare i punti dolenti con l’olio essenziale diluito in un olio vettore, come quello di mandorle dolci o quello di jojoba, sfruttando l’azione antinevralgica di questa pianta. 
Un’altra soluzione per placare i dolori mestruali, rilassare la muscolatura e placare la mente può essere l’aromaterapia con l’olio essenziale di lavanda, che si può sfruttare anche per alleviare le tensioni e l’irritabilità causate dalla sindrome premestruale. Per prevenire i disagi dati dalla sindrome premestruale è consigliabile anche un bagno caldo con sale grosso e qualche goccia di olio essenziale di lavanda per drenare, ridurre la ritenzione idrica ed eventuali gonfiori, rilassare la muscolatura, alleggerire il corpo e i pensieri.

La lavanda, l’oro blu, come viene chiamata in profumeria, simbolo di purificazione e rassicurazione, è capace di lavare via tutto: le ansie, i dolori, la tristezza, la malinconia. 
“Con il suo profumo soave, le sue foglie simili ad aghi, ma morbide al tatto, porta una forza delicata, ferma, costante ma non invadente”, come si può leggere nel libro Piante officinali e Naturopatia
Si schiera dalla parte delle donne e le protegge, almeno fino a che ci sarà bisogno di lei, sperando che un giorno una donna possa essere al sicuro ovunque, con o senza un rametto di lavanda in tasca.

Grazie per essere state ed essere stati anche questo mese insieme me “a bottega” dalle piante, e grazie Lavanda, affascinante portatrice di sollievo, salvifica tregua per gli insonni, immancabile essenza nella palette del profumiere e, soprattutto, protettrice delle donne.

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