La ricerca di Babbo Natale - parte 1

La ricerca di Babbo Natale - parte 1
Testo di Elisa Belotti, illustrazione di Adele Mori

“Quasi un mese al grande giorno” pensò Babbo Natale controllando il calendario in una fredda mattina di novembre. Al Polo Nord la neve aveva iniziato ad accumularsi al suolo da tempo e quel giorno un vento leggero trasportava i fiocchi di neve nell’aria. Alcuni si adagiavano poi sul vetro della finestra da cui Babbo Natale stava guardando la stalla delle renne. 

Si svegliava sempre all’alba, per approfittare di quelle ore in cui tutta la casa era ancora a riposo. Mamma Natale e gli elfi restavano a letto, le renne si accovacciavano sulla paglia e il silenzio regnava sovrano. Era il momento della giornata preferito da Babbo Natale. Man mano che si avvicinava la notte del 24 dicembre, inoltre, sfruttava quelle ore preziose per leggere le letterine indirizzate al Polo Nord. Le osservava con attenzione, controllando anche la grafia e i disegni con cui le bambine e i bambini accompagnano la lista dei loro desideri. Dopo averle lette, compilava un grosso registro in cui indicava il dono giusto per ciascuno.

Quella mattina, però, l’ispirazione per scegliere il regalo adatto sembrava addormentata come Mamma Natale prima del caffè mattutino. Con le lettere in mano e il registro sotto il braccio, percorreva la stanza a grandi falcate. Sperava che un po’ di movimento potesse far bene alla sua immaginazione eppure non aveva nuove idee. Niente. Nessun lampo di genio, nessun guizzo di fantasia.

Provò allora a sedersi davanti al camino. Sistemò alcuni cuscini sul tappeto, si mise comodo e si sedette per meditare un po’. Nel silenzio della casa addormentata era una pratica che gli piaceva molto: stava seduto a gambe incrociate e lasciava fluire i pensieri. Peccato però che quella mattina fosse particolarmente assonnato e si ritrovò presto con la testa ciondolante.

Decise allora di uscire nella neve fresca. Fece una passeggiata fino al limite della radura in cui si trovavano la casa e la fabbrica di giocattoli. Il vento era leggero ma il freddo pungente, quindi pensò di concludere in fretta la camminata all’aperto e di rifugiarsi tra gli scaffali del magazzino. “D’altronde non sono più un giovanotto!” pensò.

Una volta all’interno della fabbrica di giocattoli, tornò ad avere le idee più chiare. D’altronde quello era il suo luogo preferito in assoluto. Un’infinità di macchinari, materiali e progetti per rendere felici le bambine e i bambini del globo. Diede un’occhiata alle macchinine in costruzione, alle bambole che aspettavano di essere consegnate, alle matite nuove e appuntite che presto sarebbero entrare in qualche astuccio. Tutto bellissimo, ma niente soddisfò completamente Babbo Natale. “Mi servono nuove idee, nuovi materiali, nuove tecniche di costruzione. Ho bisogno di trovare l’ispirazione!”. Detto questo si rivestì di tutto punto con la sua immancabile giacca rossa e si avviò verso la stalla delle renne. “Sveglierò Rudolph e tutte le altre” disse tra sé e sé. “Tra pochi istanti ci metteremo in viaggio. Andiamo alla ricerca di un nuovo giocattolo da costruire!”.

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