L'Abete

L'Abete
Di Alice Rita Giugni

Albero sacro ai Druidi che lo vedevano come il simbolo della speranza, guardiano della soglia per l’inverno ed il ritorno alla luce, emblema del Solstizio d’inverno e ormai immancabile elemento delle feste di Natale, fratello e opposto complementare del Tasso in un abbraccio tra morte e vita, oggi saremo“a bottega” dall’Abete.

L’abete bianco, Abies alba, detto anche “Avezzo” o “Abezzo”,  è una pianta appartenente alla famiglia delle Pinacee, tipica delle foreste e delle montagne dell’emisfero boreale. In Italia si trova sulle Alpi e sull’Appennino da 400 a 1800 metri.
Maestoso, slanciato e longevo può vivere anche 300 anni; è un albero di notevole altezza che può raggiungere i 40-50 metri e per questo spesso è definito “il principe dei boschi”. Il più alto abete bianco d’Europa documentato misurava 50 metri, aveva una circonferenza di 4,8 metri e si trovava a Lavarone, in Trentino, in località Malga Laghetto. 

L’ampiezza e lo sviluppo dei rami ne fa un naturale albergo per animali che cercano rifugio o cibo. In particolare i roditori corrono la ramaglia alla ricerca dei coni ghiotti dei suoi semi. Alcune piante, come il vischio, vi si insediano stabilmente. Essendo una pianta lucivaga lascia passare la luce filtrando i raggi del sole consentendo così alla vita di insediarsi sui rami o sul terreno sottostante.

Ha aghi appiattiti e coni chiari che rimangono a lungo eretti sui rami. Il legno di abete ha fibre diritte, la resistenza meccanica è molto elevata, la durevolezza buona all’asciutto. Come materiale da costruzione ha molteplici applicazioni nell’edilizia: mattonelle per pavimenti di legno, impalcati, travi, travetti, ossature per coperture ecc. 
Al tempo della navigazione a vela il fusto dell’abete, resinoso e quindi resistente all’acqua, era utilizzato per fare l’albero delle navi. 
Nella sua corteccia sono presenti delle sacche da cui è possibile estrarre la famosa “Trementina di Strasburgo” o “di Alsazia”, utilizzata soprattutto per le vernici. 

Gli abeti sono piante resinose che producono olii ed essenze curative soprattutto per disturbi respiratori e la composizione di prodotti per l’igiene. 
Nei paesi del Nord Europa sono utilizzate le gemme di abete per la preparazione di sciroppi e altri rimedi con proprietà balsamiche. Anche le foglie di abete sono usate nella medicina popolare per risolvere problemi respiratori, date le loro proprietà antisettiche e antinfiammatorie. Si usa tenere rami di abete nelle camere di chi soffre di disturbi polmonari affinché possa respirare le essenze aromatiche salutari che si liberano dal legno e dalle foglie. Gemme e foglie sono sfruttate anche per le loro proprietà diuretiche e antireumatiche.
In aromaterapia si utilizzano gli aghi di abete bianco per le loro proprietà antisettiche, per calmare la tosse, contro il raffreddore, come tonico e stimolante in caso di astenie e per lenire i dolori artrosici.

Nel 1865, frate Agostino Martini da Sant’Agata di Mugello, ideò un liquore con le gemme di abete, chiamato appunto “Gemma d’Abeto“, che viene ancora oggi prodotto dai frati Servi di Maria di Monte Senario a Firenze.
I monaci di Camaldoli, in provincia di Arezzo, invece producono un liquore chiamato “Lacrima d’Abeto“.
Dall’Abete bianco si ricava il “miele di melata“, molto apprezzato in Europa centrale.

Albero di forte personalità, nobiltà e portamento monumentale ha ispirato l’idea di essere depositario di forze misteriose e rappresentare l’emblema dell’animo che si innalza verso il cielo per la sua forma ascensionale piramidale, da sempre utilizzato nelle cerimonie e nei rituali religiosi come canale di comunicazione con gli dei. Dalla sua resina si otteneva, infatti, un incenso che bruciato saliva al cielo accompagnando le preghiere degli officianti.

Per i greci l’abete era sacro ad Artemide, protettrice delle nascite e, in onore della quale, si sventolava nelle feste dionisiache un suo ramo intrecciato con edera e coronato sulla punta da una pigna.
Secondo la mitologia degli alberi celtici, l’Abete bianco è l’albero del giorno del Solstizio d’Inverno, la rinascita del sole e la vittoria della luce sulle tenebre ed era quindi visto come simbolo della fertilità, della nascita e della rinascita, della vita e del destino. 

I celti erano soliti preparare delle torce con le quali camminare tre volte attorno al letto dove riposavano puerpera e neonato per celebrare la nascita e assicurare protezione al bambino. Fin dall’antichità dunque l’abete viene percepito come l’albero che favorisce l’incarnarsi di una vita e come il suo protettore. Nelle leggende nordiche si narra infatti che i rami degli abeti siano abitati da spiriti luminosi e benefici il cui compito è proteggere la salute dei bambini, spiriti dell’aria che si nascondono nella pianta per ripararsi dall’inverno ed escono a primavera per fecondare la terra. Da qui è naturale immaginare il significato della luce che si ottiene nel periodo natalizio spargendo sulle fronde dell’albero candeline e luci ed ottenendo così l’albero della luce, richiamo alle luminose creature che in inverno vi abitano. La chiesa inglobò questa tradizione nordica come simbolo della Luce trascendente e della Resurrezione e l’abete divenne la pianta comunemente usata per fare l’albero di Natale, anche se in Austria, Scozia e in Irlanda si utilizza principalmente il pino.

Rifugio per animali, piante, funghi e fate, simbolo di vita, speranza e luce…Che un abete possa irradiare le vostre feste. Grazie per essere state e stati a bottega dal Principe dei boschi.

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