La lentezza: terra delle meraviglie

La lentezza: terra delle meraviglie
Di Francesca Corato

Bella la filosofia zen! Ultimamente ho maturato un interesse verso la tranquilla lentezza ma ancora non mi spiego come mai sia così difficile da afferrare. Mi sono posta i migliori propositi, con tutte le buone intenzioni ho cercato di comprenderla, le sono andata dietro con perseveranza e lei niente, mi corre davanti, sfuggente come il vento. Avete presente la bellissima storia di Alice nel paese delle meraviglie dove la ragazza corre dietro al coniglio e lui non può fermarsi perché è tardi, è tardi, è tardi? Ogni giorno della mia vita rivedo spuntare il coniglio bianco dietro alle siepi che corre verso una meta sconosciuta e affascinante. La prendo come un’avventura, voglio scoprire com’è questo paese delle meraviglie, ma poi mi perdo le tracce tra lavoro, impegni vari e non parliamo di tutto quello che c’è di mezzo. È una moltiplicazione di fattori piuttosto variabili perché: devo andare al lavoro quindi devo aspettare l’autobus, devo andare al supermercato quindi devo imbattermi nella fila di metri umani assemblati come macchinine, o comunque trovare parcheggio, oppure mi imbuco nel traffico, oppure devo uscire da casa e non trovo le chiavi. Quanti classici intramontabili! Fanno quasi commuovere.

Perché ci sembra che il tempo ci sfugga di mano? Prima di tutto che cos’è il tempo? L’ho cercato su internet e Corriere della sera dice: “Successione illimitata e misurabile di istanti”, bello ridurla così! E quanto diventa sublime il concetto legato a lentezza: “Caratteristica dell’essere lento nel movimento e nell’azione”. Una successione di istanti illimitati di lentezza. Avanti con le firme per sottoscriverlo! Oggi mi/ti regalo il tempo! Un lusso per pochi! Tuttavia la lentezza è un termine che oggi è percepito con un’accezione negativa perché inserito nel contesto storico super tecnologico dove viviamo sembra piuttosto qualcosa di obsoleto, lento è chi resta indietro. Come diceva il grande Totò: chi si ferma è perduto! Ma è davvero così rigido?

E tra i pochi che si godono questo lusso, le donne sono agli ultimi posti della fila. Contraddice il dono di multitasking che gli si affida! Se sanno fare tante cose contemporaneamente dovrebbero avere maggiori capacità di sfruttare il loro tempo. Questo può essere anche vero, ma fare tante cose è diventato direttamente proporzionale a ottimizzare il tempo e dividerlo in segmenti molto più piccoli che insieme si assemblano, si confondono e diventa un ciclo senza fine a velocità supersonica.

Allora se voglio andare lenta devo smettere di fare delle cose? Ma nemmeno questo! In realtà abbiamo bisogno di muoverci nel tempo ma sentendolo nostro. Fate finta che lo andate a comprare, avete speso dei soldi ed è tutto per voi, come un muffin da gustare insieme alle gocce di cioccolato che sono piccoli imprevisti (no, non possiamo evitarli!) ma che resta tuo, boccone dopo boccone. Prendersi il tempo di masticarlo e avvertirne l’aroma, la morbidezza. E invece quante volte il nostro dolce muffin lo diamo a qualcun altro, o lo lasciamo in un posto dove non lo troveremo mai, ce ne dimentichiamo, fino a che va a male perché passa il suo tempo.

Come lo impiego il mio tempo? La lentezza è una scelta per i momenti che desideriamo, quando ci siamo per noi stesse o per chi amiamo o per la cosa che più in assoluto ci piace fare. Ci possiamo prendere del tempo per smettere di seguire la società, la fretta della metropoli, per notare la siepe e il coniglio che si cela tra le foglie. La terra delle meraviglie è il nostro giardino dove qualcosa ci aspetta, il muffin sul tavolo vicino alla tazza di tè. E ci accorgiamo che esiste il cielo, che esiste la vita, che esisto io. La lentezza ha un potere magico: focalizza il nostro tempo.

È davvero indispensabile correre dietro a tutte le cose che per forza dobbiamo fare per sentirci a posto a fine giornata? È sano per noi correre e non arrivare mai? Perché poi manca la soddisfazione, ci accorgiamo che ci siamo perse tra i meandri di un labirinto civile che ci vuole vedere attive per produrre, ma per chi? Forse allora sentire la lentezza è un concetto molto più esteso di ciò che ci sembra. Lo capiamo solo in alcuni istanti: quando leggiamo il nostro libro preferito, o andiamo al cinema, o chiacchieriamo con i nostri cari. Lì il tempo lo sappiamo apprezzare e ne vorremmo altro. Invece sopraggiunge ciò che ci hanno imposto di fare per essere parte di un mondo che funziona secondo uno schema moderno preciso e senza tentennamenti.

Posso permettermi di essere lenta in quella cosa che ho in mente, riprendermela e sentirmi respirare. Non lo capiranno tutti, questo aspettatevelo, ma sarà stupefacente ciò che scoprirete. Siate all’avanguardia e osate fermarvi. Accettate il regalo del tempo perché esso, prima di togliere, dona.