I nostri libri del cuore

I nostri libri del cuore

In occasione della giornata mondiale del libro vogliamo parlavi tutte insieme del nostri libri del cuore.

Michela ha scelto “Il piacere” di Gabriele D’annunzio:


Ho scoperto questo libro nel periodo delle superiori per la precisione durante l’ anno scolastico della maturità.
Mi è stato proposto di leggerlo dal mio professore d’ italiano, perché era in linea con il mio pensiero di vita e mi disse che di sicuro l’ avrei amato.
Ho amato questo libro perché mentre lo si legge in automatico si è catapultati direttamente nel romanzo, come se leggendolo ci vestisse in automatico dei panni del protagonista.
Questo libro lo dovrebbero leggere tutti, perché ha il potere di farti staccare dalla vita reale e di farti vivere a pieno la vita mondana del 1800/1900.

Ilaria ha scelto “Le streghe” di Roald Dahl:

Dopo ci sono stati molti altri libri che mi hanno conquistata ma da lì é partito tutto. Senza Le streghe non ci sarebbero stati gli altri libri nella mia vita.
L’ho letto in seconda o terza elementare e mi è stato regalato mio nonno che amava molto leggere e mi ha sempre aiutato a coltivare questa passione.
L’ho amato per tante ragioni, ma ripensandoci oggi credo mi affascinasse molto avere delle protagoniste femminili che non fossero principesse. Dalla nonna alle streghe crudeli, rappresentavano comunque un’alternativa.
Lo consiglio a tutte le bambine che si avvicinano alla lettura per la prima volta.

Caterina ha scelto “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés:

È il mio libro magico. Quando lo sfoglio e leggo delle pagine, funziona come un balsamo. L’ho letto per la prima volta quasi 12 anni fa, in un periodo di grande crisi, e come tale, di grande introspezione; ma l’ho riletto negli anni, e tutte le volte è stato un nuovo incontro. All’epoca della prima lettura, era una periodo cruciale, in cui stavo lasciando la me ragazza, per iniziare ad essere donna. Erano le prime esperienze di lavoro: educatrice di una casa di accoglienza per adulti psichiatrici. Un’esperienza tostissima, arrivata per caso, ma che mi ha cambiato completamente la vita, facendomi capire che cosa volessi fare realmente. Portavo il libro sempre in borsa con me, e rubavo i momenti per leggerlo tra una visita medica e l’altra degli ‘utenti’ o durante il loro sonnellino. Ora li ho chiamati ‘utenti’, ma per onestà, dovrei chiamarli ‘maestri’. Il libro è stato presente mentre crescevo, mentre iniziavo ad assumermi le mie prime responsabilità verso gli altri, mentre venivano fuori le mie doti e i miei punti scoperti. Non ricordo come sia arrivato a me, davvero. Doveva solo esserci… Lo consiglio a tutte le donne. Mamme, leggete queste favole alle vostre bambine! Ragazze, giovani donne, donne mature, nonne, professioniste, casalinghe, atee, devote… Leggetelo! In qualsiasi fase dell’esistenza voi siate, questo libro parlerà di voi e sarà la chiave delle vostre domande…

Elena ha scelto “Le regole della casa del sidro” di John Irving:

Mi sono imbattuta in questo libro perché cercavo una lettura “autunnale” ma in realtà si adatta benissimo ad ogni stagione.
L’ho letto circa due anni fa e riletto nelle ultime settimane per una presentazione. Per me è continua fonte di ispirazione, mi piace riprenderlo in mano, leggere le citazioni che ho sottolineato, ricopiarle per gli amici…
L’ho amato perché è praticamente perfetto. Non solo perché Irving crea una trama meravigliosa e complessa, con personaggi indimenticabili, ma anche perché è una bellissima storia di amore, di amicizia e di perdono dove l’autore non ha paura di trattare temi forti, come ad esempio l’aborto.
Lo consiglio a tutti coloro che hanno bisogno di una lettura coinvolgente e confortante.
Lasciatevi cullare e appassionare!

Sasha ha scelto “Il testamento francese” di Andreï Makine:

Me l’ha fatto scoprire un mio caro amico, insegnante di lingua e letteratura francese, appassionato di Russia.
L’ho amato perché mi sono molto riconosciuta in questo libro e nella scrittura dell’autore che ripercorre la cultura e la storia francese e russa nel ‘900 attraverso un intenso rapporto nonna-nipote. Il protagonista è in continuo bilico tra due realtà temporali e geografiche diverse, due dimensioni linguistiche e culturali strettamente intrecciate e sovrapposte, spesso in contrasto tra loro eppure intimamente connesse: la Francia, patria della nonna del protagonista, spesso idealizzata, e la Russia, patria dell’autore, terra dura di steppa.
Lo consiglio a tutti coloro che, come me, cercano di affermare la propria identità, ovunque si trovino. A chi cerca di accettare la nostalgia per Atlantide, luogo dell’anima.

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