Messina

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Luoghi in pillole, la rubrica di Michela Cardinale

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Sicilia

Cosa vedere

Messina è una città portuale nella Sicilia nord-orientale, separata dall’ Italia continentale dall’omonimo stretto.
Ad oggi si presenta con un porto turistico tra i più attivi d’Italia, un centro storico ricco di palazzi in stile Liberty, un panorama definito tra gli affacci più belli del paese, 24 km di costa sabbiosa, una tradizione culinaria molto ricca e una sede universitaria storica, il tutto unito da un clima mite e solare.
Messina però è anche una città storica e il suo centro è molto ricco di luoghi di interesse.
Iniziamo dal Duomo e dal campanile, ovvero la Basilica di Santa Maria Assunta che sorge nel cuore dell’omonima piazza. L’attuale edificio venne costruito negli anni Venti, sulle macerie della vecchia cattedrale andata quasi completamente distrutta durante il terremoto del 1908. 
La chiesa Sacrario di Cristo Re, invece, fu costruita nel 1937 come sepolcro monumentale dei caduti, dove un tempo si trova l’antico castello di Rocca Guelfonia o Matagriffone, un punto panoramico della città. L’edificio è caratterizzato da una grande cupola con in cima una lanterna sormontata da una croce, otto costoloni e otto statue di bronzo raffiguranti la fede, speranza, carità e le quattro virtù cardinali e la virtù allegorica della religione.
La chiesa della Santissima Annunziata dei catalani sorge a pochi passi dal Duomo. Costruita in epoca Normanna laddove un tempo sorgeva un antico tempio di Nettuno, oggi è una delle pochissime strutture rimaste illese dopo il terremoto del 1908.
Oltre alle chiese, tappa obbligata è anche il museo regionale di Messina che custodisce diverse collezioni, opere scultoree, dipinti e antichi manufatti decorativi.
Tra le opere spiccano quelle di prestigiosi autori come Antonello da Messina, Mattia Preti, Caravaggio, Annibale Carracci e Vincenzo Catena.
Se andate a Messina non potete perdervi la pittoresca frazione di Torre Faro, che prende il nome dal faro bianco e nero che, un tempo, aiutava i naviganti ad attraversare lo stretto. Questo è anche il punto nel quale si ha la minima distanza tra le sponde della Sicilia e della Calabria.
Forte San Salvatore, con la sua stele della Madonna della lettera, è uno dei simboli della città di Messina e fu costruito nel 1540 per ordine di Carlo V d’Asburgo. La fortezza rappresentò per un lungo periodo una costruzione difensiva spagnola. Espugnato dai messinesi nel 1674, Forte San Salvatore cadde nuovamente in mano al nemico straniero fin quando non furono le truppe garibaldine a liberarlo e riconsegnarlo nelle mani della popolazione.

Perché andarci

Oltre alle bellezze del centro storico, le chiese, l’imponente campanile e l’orologio astronomico, Messina è una meta perfetta anche per chi non fosse appassionato di storia o architettura. Sul litorale nord la località di Mortelle offre bellissime spiagge sabbiose, e da Messina si possono facilmente raggiungere le Isole Eolie.

Personaggi o eventi storici

Messina è una città moderna ma molto ricca di storia.
La chiesa di Cristo Re, ad esempio, ospitò nel 1191 gli uomini di Riccardo Cuore di Leone che erano diretti in Terrasanta per la III crociata.
Fra i geni del Rinascimento europeo qui incontriamo Antonella da Messina, che realizzò una sintesi fra la cultura figurativa italiana di Firenze e Venezia, la sensibilità illuministica ed il gusto per la descrizione di area fiamminga, mutando fortemente il linguaggio pittorico del suo tempo.
Fu poi un accademico dell’Università di Messina, lo scienziato Alfonso Borrelli, a scoprire nel ‘600 che la traiettoria delle comete non è circolare, ma ellittica.

Curiosità

Anticamente si riteneva che lo stretto di Messina fosse difficile da attraversare per la presenza di Scilla, mostro a sei teste che stava sulla sponda calabrese, e Cariddi, dea che si divertiva a generare vortici pericolosi.
In realtà i vortici sono generati dalle scosse telluriche provenienti dagli abissi, dal momento che questa è una zona ad elevato rischio sismico.
Messina è anche la città della scuola Siciliana? Qui sono nati molti poeti che presero parte a questo movimento nato presso la colta corte palermitana di Federico II, come Ruggiero d’Amici, Odo delle Colonne, Guido delle Colonne, Stefano Protonotaro e Tommaso di Sasso. La scuola siciliana rivestì un importantissimo ruolo nell’ evoluzione del volgare e nella nascita dell’italiano.
Per finire ultima piccola curiosità: il Sacrario di Cristo Re vanta la campana più grande d’Italia.

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