Uomini che odiano le donne. Chi sono gli Incel e perché dobbiamo averne paura

Uomini che odiano le donne. Chi sono gli Incel e perché dobbiamo averne paura
Di Elena Esposto

Tre giorni fa, il 22 gennaio, Andrea Cavalleri, un ragazzo di 22 anni è stato arrestato a Savona per propaganda suprematista e misogina.
Attraverso piattaforme di messaggistica online non abbastanza controllate (come Telegram o le innumerevoli chatroom disponibili in rete) si diceva pronto a commettere una strage armata per uccidere gli ebrei e le donne, i primi considerati “il male da eliminare prima di chiunque altro”, le seconde “senza sentimenti, bambole gonfiabili di carne da sterminare”.

Cavalleri putroppo è solo la punta dell’iceberg di una grande comunità di uomini misogino e frustrati sessualmente.
Tutti ricorderemo Alek Minassian, il venticinquenne canadese che nel 2018 uccise dieci persone lanciandosi con un furgone sulla folla, e che prima della strage, aveva lasciato un inquietante post dove inneggiava a Elliot Rodger, l’autore della strage del 2014 a Isla Vista in California, dichiarando che la rivoluzione Incel era iniziata.

Gli Incel (dall’inglese Involuntary Celibate), gruppo a cui ha dichiarato di appartenere anche Cavalleri, sono una sottocultura nata negli anni 90 che, grazie al web, riunisce frotte di uomini delusi dalla vita perché non hanno mai fatto sesso, e per questo si sentono rifiutati dalle donne. Non sono un gruppo organizzato o centralizzato, non hanno un capo o un manifesto ideologico preciso, al loro interno ci siano varie correnti, eppure rappresentano un fenomeno pericoloso e da non sottovalutare.
La loro visione del mondo è stilizzata e semplicistica: al mondo ci sono solo due tipi di donne, le Stacy e le Becky. Le prime sono sexy, hanno un corpo formoso, i capelli biondi e il make up perfetto, vivono nel lusso e la loro vista “fa venire un erezione istantanea”.
Le seconde invece indossano vestiti dozzinali che coprono tette cadenti e culi piatti, portano i capelli raccolti perché credono che agli uomini piaccia il look naturale, sono femministe e hanno bisogno di attirare l’attenzione. Sono le uniche che un Incel può sperare di rimorchiare (le Stacy sono fuori portata) e, per questo motivo, hanno il dovere di fornire sesso agli uomini che non possono permettersi una Stacy, ma dal momento che non lo fanno sono malvagie.

Tutti i fallimenti sessuali degli Incel vengono spiegati con la LMS (Look-Money-Status) theory, secondo la quale le donne sono superficiali e viziose, attratte solo da uomini fisicamente prestanti, ricchi e che godono di un buon status sociale. Questo ordine sociale viene considerato profondamente ingiusto dal momento che esclude gli uomini “geneticamente svantaggiati” (leggasi con poca LMS).
I discorsi Incel sono pieni di vittimismo e senso dell’ingiustizia. La loro solitudine non ha nulla a che vedere con aspetti caratteriali e comportamentali, ma è dovuta solo esclusivamente ad una mancanza di LMS e alla cattiveria delle donne che negano loro ciò che invece sarebbe dovuto: il sesso.

Un esempio delle idee Incel è il manifesto-autobiografia di Elliot Rodger, il ventiduenne che nel 2014 uccise 6 persone in un massacro premeditato con lo scopo di ribaltare l’ordine ingiusto del mondo.
Le 140 pagine che lo compongono sono zeppe di narcisismo, razzismo, misoginia ed uno smisurato delirio di onnipotenza (nelle ultime righe arriva a definirsi “quanto di più simile a un dio esista sulla terra”).
Per Rodger le donne gli dovevano amore e attenzione, anche se tutto quello che lui faceva per guadagnarseli era spendere centinaia di dollari in vestiti alla moda e fare lunghe passeggiate nella speranza che qualcuna di loro gli rivolgesse la parola. Quando un amico del padre gli consigliò di approcciare le ragazze facendo loro dei semplici complimenti la risposta fu “perché non sono loro a farli a me?”.
La frustrazione crescente che emerge dal manifesto, unita ad un’insopportabile ossessione per il sesso e per il fatto di essere ancora vergine a 22, anni porterà Rodger a commettere un crimine orrendo, dichiarando senza mezzi termini che “quello che non può avere lui non lo avranno neanche gli altri”.
Per lui l’unica soluzione è estirpare il sesso dall’esperienza umana eliminando tutte le femmine, con metodi che vanno dal rinchiuderle in campi di concentramento e lasciarle morire di fame, ad altre amenità che fanno apparire i romanzi di Margaret Atwood come una favoletta della buona notte. Solo questo secondo Rodger è un pagamento equo per tutte le sofferenze che le donne gli hanno inflitto.

Molti degli Incel più estremisti sposano le idee di Rodger seppur, per fortuna, principalmente a parole. Uno dei loro obiettivi finali è il rovesciamento della società che ha consentito la liberazione sessuale delle donne. Dal momento che le femmine sono per natura più selettive nella scelta del compagno questo finisce per escludere molti uomini dalla possibilità di accoppiarsi. Per questo le donne non dovrebbero essere libere di scegliere, ma altri uomini “illuminati” dovrebbero farlo per loro.
Uno dei punti centrali di questa visione del mondo è che esclude a priori la possibilità che anche le donne possano non essere scelte. Il celibato femminile, infatti, è considerato un ossimoro dal momento che, fatte salve gravi deformità fisiche, una donna può fare sesso quando vuole.

Fino ad oggi le esplosioni più eclatanti di quello che viene chiamato “terrorismo incel” sono avvenute negli USA e in Canada, ma anche in Italia non siamo immuni da questo fenomeno, come ci hanno mostrato i fatti di Savona. Esistono infatti parecchi siti internet che offrono rifugio a questi uomini, e anche loro hanno i loro Elliot Rodger da idolatrare. Sono in generale uomini che hanno ammazzato giovani donne.

Vincendo il disgusto ho navigato per un po’ in una di queste piattaforme, un vero concentrato di superficialità e misoginia, condite da una serie di sentenze che vorrebbero essere perle di saggezza e che lasciano insieme agghiacciati ed esterrefatti. Per non parlare dei commenti degli utenti.

La scelta del partner viene presentata come un’asta di schiavi, dove l’uomo viene invitato a considerare il “valore monetario” della donna che sceglie. In parole povere, quanta LMS devi avere per conquistarla. E se per caso sei bruttino e il tuo conto in banca non è particolarmente gonfio hai poche alternative: puoi abbassare i tuoi standard estetici, affidarti alla legge dei grandi numeri (più donne conosci più aumenta la probabilità di portarti a letto qualcuna) oppure tentare disperatamente di guadagnare di più o aumentare il tuo status sociale. E neanche questo funziona puoi sempre affidarti alla chirurgia estetica. O andare a prostitute.

Di fronte a questo cumulo di baggianate è facile cadere nel tranello della ridicolizzazione. Ridere di questi uomini che tanto ci ricordano il tipo sfigato che avevamo in classe alle medie (chissà, forse anche lui è finito in queste communities) sembra la cosa migliore da fare, la più confortante. Invece può rivelarsi un errore.

Se da un lato è vero che gli Incel non sono un gruppo organizzato e le loro “missioni terroristiche” sono episodi isolati e portati avanti da singoli invasati, è anche vero che le piattaforme online forniscono un porto sicuro per questi uomini incapaci di un confronto sociale reale. E invece che fungere da valvola di sfogo alimentano l’odio, la rabbia e la frustrazione, legittimandoli, perché là trovano persone che la pensano come loro, pronte ad offrire addirittura una spiegazione “scientifica” della loro situazione.
Una situazione, quella del rifiuto da parte delle donne e della frustrazione sessuale, molto comune per tanti adolescenti e giovani, tanto che lo scrittore Brian Levinson è arrivato a dire che anche lui poteva diventare come Elliot Rodger.

È troppo facile liquidare i deliri di onnipotenza e la violenza questi uomini accusando i loro problemi psichiatrici e sociali. E non possiamo neanche giustificare la violenza degli Incel, sia fisica che verbale, con le cosiddette “blue balls theory”, che sostengono che la violenza maschile derivi dalla frustrazione e dall’astinenza sessuale, e che arrivano perfino a giustificare il terrorismo internazionale con il sesso (o meglio, la sua assenza), riducendo tutto a un meccanismo biologico e ormonale.

Non è né genetico né biologico. È culturale. È il frutto della visione patriarcale e maschilista della società che ci portiamo dietro da secoli. Considerarsi uno zero perché non si “riesce a convincere una donna a fare sesso con te” è l’altra faccia della medaglia di considerare le donne trofei da sbandierare e oggetti da usare.
Nei discorsi degli Incel non si trova mai accenno all’affettività o ai sentimenti, ma al solo atto sessuale come azione fisiologica da compiere per trovare soddisfazione, fisica ma anche psicologica e sociale. Dalle loro parole emerge una totale incapacità di gestire i sentimenti e di comprendere la realtà femminile.

Anche la loro ossessione per le apparenze altro non è che l’esasperazione degli standard irraggiungibili che la società impone non solo alle donne ma anche agli uomini. Una società che persegue l’idea del macho, dell’uomo non romantico e mai sentimentale, che non può esprimere i propri sentimenti e per il quale la relazione si limita all’utilizzo (e alla sottomissione) della donna. Tanto è vero che preferirebbero avere come compagna una donna che è stata costretta a prenderseli, a cui è stata levata ogni possibilità di rifiutarli.

Forse è vero che gli Incel non sono pericolosi come gruppo, del resto non sono certo Al Qaeda, ed è molto probabile che le loro chiacchiere sulla rivoluzione dei celibi e sull’insurrezione dei maschi beta rimarranno quello che sono: chiacchiere.

Eppure queste chiacchiere diventano pericolose quando giovani come Cavalleri decidono di agire. E diventano pericolose anche per quelli che non agiscono, perché offrono spiegazioni semplici e semplicistiche, e offrono capienti calderoni dove far sobbollire odio e frustrazione.
Le idee spesso sono pericolose anche quando restano tali, e l’esasperazione degli Incel ci dice che le idee misogine non sono ancora morte, anzi. Sono pronte a risorgere, forti come non mai. E questo non possiamo permetterlo.

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