LGBT History Month: cos’è e perché si celebra

LGBT History Month: cos’è e perché si celebra

Di Sofia Brizio

Forse in pochi sanno che febbraio, oltre a essere il Black History Month in America, è anche il LGBT History Month nel Regno Unito, ossia il mese che ricorda e celebra la storia della comunità LGBTQ+. L’equivalente americano si festeggia a ottobre, mese destinato invece al Black History Month in UKche è invece il Black History Month in UK. In altri paesi come il Brasile, la ricorrenza si celebra in concomitanza con i mesi estivi del Pride. Il LGBT History Month inglese nasce nel 2005 sulla scorta della tradizione americana iniziata nel 1994 per sensibilizzare alla cultura e all’inclusione delle persone LGBT in tutti gli ambiti della società. 

Nel Regno Unito, la tradizione è nata grazie a due educatori e attivisti, Sue Sanders e Paul Patrick, parte del progetto Schools Out UK per portare l’educazione LGBTQ+ nelle scuole e favorire l’inclusione di tutti indipendentemente da orientamento sessuale e identità di genere. Il LGBT History Month cade a febbraio per commemorare l’abolizione, avvenuta appunto nel febbraio 2003, della Sezione 28 del Local Government Act del 1988. La Sezione 28 era una legge introdotta durante il governo conservatore di Margareth Thatcher che proibiva alle autorità e alle istituzioni locali di “promuovere intenzionalmente l’omosessualità o pubblicare materiale con l’intenzione di promuovere l’omosessualità”. 

Dal 2005, migliaia di eventi sono stati organizzati da attivisti e membri della comunità LGBTQ+ in occasione del LGBT History Month, tutti però su base volontaria poiché il governo inglese non destina fondi alle scuole o altri enti pubblici per coprire i costi organizzativi. Per questo, il LGBT History Month dà oggi il nome a un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di sensibilizzare alla necessità di questi eventi in un mondo in cui, secondo recenti statistiche, la discriminazione a sfondo LGBT è la forma di bullismo prevalente nelle scuole soprattutto, ma anche sul posto di lavoro. 

“Sono stati fatti moltissimi passi avanti in materia di diritti LGBTQ+ negli ultimi decenni, ma troppo spesso la storia della comunità LGBT viene ignorata se non addirittura cancellata,” dice Robbie de Santos, direttore delle comunicazioni per Stonewall, una delle più importanti organizzazioni benefiche LGBT nel mondo anglofono. “Negli ultimi due anni in particolare, la comunità LGBT+ ha dovuto affrontare nuove sfide, perciò è importante ora più che mai sfruttare il mese di febbraio per fare luce sulla nostra storia e valorizzare le persone gay, lesbiche, trans, bisessuali eccetera, che hanno dato contributi inestimabili alla società. Continueremo a batterci affinché ogni singolo individuo della nostra comunità sia liber* di essere sé stess*.”

L’intenso attivismo sta dando frutti: da settembre 2020 sono in vigore in tutto il Regno Unito nuove linee guida del governo che rendono obbligatoria l’educazione sessuale in materia LGBTQ+ a partire dalle scuole medie, e la conversazione su nuclei familiari che esulino dal concetto di famiglia ‘tradizionale’ (e quindi anche le famiglie LGBTQ+) a partire dalle scuole elementari. “Anche se spesso ci concentriamo (come è giusto) sugli abusi sofferti dai membri della comunità LGBTQ+ e dal trattamento disumano dei richiedenti asilo LGBTQ+ da parte del governo, Schools Out UK vuole lanciare un progetto positivo attraverso il quale possiamo riappropriarci del nostro passato, celebrare il presente e costruire il nostro futuro” ha detto Sue Sanders in un’intervista per il quotidiano britannico The Independent

Il tema del LGBT History Month per quest’anno 2021 è: ‘mente, corpo e spirito’, volto a enfatizzare come il lockdown causato dalla pandemia, per quanto complesso, sia un’opportunità per riflettere sulla cura di noi stessi e sulle persone LGBTQ+ che nel corso della storia ci hanno arricchito in mente, corpo e spirito. Gli eventi si focalizzano su alcune personalità relative al tema, quali Lily Parr, giocatrice di calcio lesbica e pioniera dei diritti delle persone LGBTQ+ nello sport; Mark Ashton, attivista gay per i diritti dei minatori Gallesi negli anni Ottanta e inventore dello slogan ‘lesbians and gays support the miners’; Maya Angelou, insuperabile scrittrice bisessuale; Michael Dylan, il primo uomo trans a sottoporsi alla terapia del testosterone e alla falloplastica nel Regno Unito; e Mark Weston, uomo apertamente trans vissuto in Inghilterra negli anni Trenta. 

È stato sottolineato come la scelta di Mark Ashton e Maya Angelou sia stata motivata dalla necessità di sottolineare che lo spirito di uguaglianza trasmesso nelle lotte per i diritti della comunità LGBTQ+ deve essere valido per tutti. “Non ha senso parlare di pace e combattere l’omofobia se poi non aiutiamo tutti ad avere pari diritti” diceva Mark Ashton. Così la figura di Maya Angelou ci costringe a pensare al movimento Black Lives Matter e a come, dopo i tristi eventi della scorsa estate, lotte razziali e lotte LGBTQ+ abbiano molto più in comune di quanto si creda, non ultimo il fatto che i pionier* del movimento LGBTQ+ siano stat* in gran parte persone afrodiscendenti. 

Penso che tutto questo ci dovrebbe insegnare a essere aperti e cosmopoliti anche in Italia, e a fare nostre le tradizioni che fanno bene. Quindi celebriamo insieme il LGBT History Month inglese e il Black History Month americano. Perché l’uguaglianza è intersezionale, e soprattutto è di tutti e per tutti.  

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