Future. Il domani narrato dalle voci di oggi

Future. Il domani narrato dalle voci di oggi
La recensione di Elena Esposto
Titolo


Future. Il domani narrato dalle voci di oggi

Autrice


Autori vari, curato da Igiaba Scego

Editore


Effequ

Recensione

“Future” è un’antologia, curata da Igiaba Scego,  che raccoglie i racconti di undici scrittrici afroitaliane ciascuna delle quali, con il proprio stile peculiare, riflette su temi importanti come l’identità, presente, assente o liquida, la memoria, le ferite del colonialismo e del razzismo. In ciascuno di questi brevi racconti troviamo l’arte e l’amore per la narrazione, la ricerca di radici lontane o talvolta sconosciute, le difficoltà dell’affrontare un presente difficile e ostile e le speranze, o le paure, di un futuro che appare quanto mai incerto.
Attraverso le voci delle protagoniste, e dei protagonisti, di questi racconti emerge la poliedricità dell’identità diasporica, sconosciuta e troppo spesso ignorata dal dibattito pubblico e dal sentire privato.
“Future” diventa quindi una lettura imprescindibile per poter interpretare la realtà che ci circonda, per guardarla in faccia nella sua verità, per renderci conto che il razzismo, gli orrori coloniali, l’intolleranza, l’incapacità di accogliere l’altro nella sua diversità e complessità non appartengono solo agli Stati Uniti, o al Brasile, o a chissà quale altro posto nel mondo, ma sono una questione profondamente italiana.

Perché leggerlo

 Innanzitutto perché, come scrive Camilla Hawtorne nella prefazione, è “un’opera senza precedenti” in quanto è la prima raccolta di scritti di donne afroitaliane.
In secondo luogo, la lettura di questo libro ci porta a confrontarci con delle realtà che spesso dimentichiamo o ignoriamo.
Come scrive Igiaba Scego, questo libro è un J’accuse. Ci mette di fronte all’indiscutibile distopicità del mondo che ci circonda. Se la letteratura è una “conversazione dove si cresce insieme e si discute collettivamente, […] e significa farsi delle domande che scuotono sia l’attualità sia l’essenza profonda della nostra umanità” allora questo libro è davvero un dialogo con quelle voci che non siamo abituat* ad ascoltare. Un dialogo non facile, ma necessario. Questi racconti ci costringono ad affrontare tematiche che tendiamo ad eludere, ma sopratutto a metterci in discussione, ad ammettere il nostro privilegio, che poi è il primo passo per riuscire a decostruirlo.

A chi lo consigliamo

A chiunque desideri mettersi in ascolto delle voci delle (e degli) afroitalian*, per capire come vivono la loro afrodiscendenza, come si relazionano con le loro radici e con la società italiana, ancora troppo chiusa, troppo crudele.

Cosa ci può insegnare

Ci insegna ad ascoltare, a metterci da parte, ad accantonare il paternalismo bianco che ci fa credere di sapere tutto. Questo libro ci racconta le speranze, i sogni, le paure e le sofferenze di chi fa i conti tutti i giorni con il razzismo, la stereotipizzazione, le categorie inferiorizzanti, la lotta alla ricerca dell’identità, o il desiderio di non “definirsi” necessariamente in un modo o in un altro.
Questo libro ci insegna che è il momento di stare zitt* e mettersi in ascolto.

Tre frasi significative

“Questo libro è un J’accuse. Ma anche un inno d’amore per un futuro che desideriamo diverso” (I. Scego).

“C’è la normalità bianca e c’è il suo opposto. Ma il contrario del normale non è semplicemente l’anormale. La normalità è la condizione di chi ha il potere di farti sentire sbagliato, di sancirti inferiore, di marchiarti come fallito. L’opposto della normalità bianca è il fallimento” (M. Moïse).

“Sì era quello che era: Negra. Ma quel che intendeva lei per  Negra non sarebbe mai stato compreso allo stesso modo da chi, prima che lei se ne impossessasse, le aveva affibbiato questa identità, da chi aveva costruito questa identità per vomitargliela addosso. Sì, era Negra, era Nera, ma solo da quando l’aveva deciso lei, e lo era nel modo in cui lo aveva deciso lei” (A. Herero)

Se questa recensione ha risvegliato il vostro interesse vi invitiamo a partecipare alla discussione di martedì 16 febbraio alle ore 19, sulla nostra pagina Facebook. Saranno presenti Djarah Kan e Alesa Herero, due delle autrici i cui racconti sono contenuti nell’antologia https://www.facebook.com/events/2132720806859893

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *