Lo strano caso delle merendine scomparse. Parte 3

Lo strano caso delle merendine scomparse. Parte 3
Testo di Elisa Belotti
Illustrazione di Adele Mori

Nella puntata precedente: nella classe di Ayesha e Rossella tutte le merendine portate a scuola per l’intervallo sparivano. Ogni giorno. Le due amiche indagarono e per risolvere il mistero prepararono un’esca: un delizioso muffin ricoperto di colorante viola.

La mattina successiva fu Ayesha a bussare alla porta di Rossella. “Sei pronta per il gran giorno?” le urlò mentre l’amica guardava dallo spioncino chi stesse facendo tutto quel fracasso. “Shhh, è appena sorto il sole” rispose Rossella con un occhio chiuso e uno aperto. “Ehm, sono le 7.30. L’alba è già passata e tu sei in ritardo!” disse Ayesha scuotendo la testa. “Arrivo, arrivo. Ho solo fatto un sonnellino…” rispose l’altra pettinandosi i capelli. Una volta che Rossella fu pronta, le due amiche salirono in sella alle loro biciclette e pedalarono a più non posso verso la scuola. 

“Precise e puntuali” sentenziò Rossella e Ayesha, emozionata per ciò che le aspettava, le rivolse un’occhiata divertita. Entrarono in classe quasi di corsa, il hijab di Ayesha che volteggiava, e si precipitarono ai loro banchi. “Allora è tutto pronto?” sussurrarono, attente a non farsi sentire da nessuno, “Abbiamo il muffin?”. Ayesha indicò lo zaino con un cenno. All’interno c’era la loro arma segreta. Iniziò la lezione e, anche se le due bambine cercavano di rimanere concentrate, il loro sguardo vagava per l’aula immaginando cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Suonò finalmente la ricreazione. Ayesha afferrò lo zaino, pronta a entrare in scena, ma Rossella la fermò: “Se mettiamo subito il muffin in postazione e i ladri si accorgono del trucco, avranno abbastanza tempo per correre ai ripari!”. Decisero quindi di aspettare gli ultimi minuti dell’intervallo per poi appoggiare la zuccherosa tortina viola su un banco e allontanarsi con indifferenza. Dopo un istante il dolce era già sparito, ma le due amiche non attendevano altro.

“Driiiin!”, la campanella suonò ancora una volta e tutta la classe prese posto. Iniziò la lezione di geografia. Il maestro Valerio chiamava dei gruppetti di persone alla lavagna per indicare sul planisfero le catene montuose. “Proprio oggi i lavori di gruppo?” sussurrò Ayesha indispettita. Così sarebbe stato più difficile scovare i colpevoli. Man mano che la lezione continuava la cartina si colorava di impronte viola. Le amiche non si fecero scappare questo dettaglio, ma presto ci fu un’altra svolta. Il maestro Valerio assegnò alla classe un compito e, poco dopo, iniziò a ritirare i quaderni. Uno alla volta. Ecco il momento che aspettavano! Alcuni quaderni arrivarono alla cattedra perfettamente puliti, ma altri erano ricoperti di polvere viola. Impronte di dita, striature, mani intere. Le ragazze attesero finché anche l’ultimo dei quaderni fu appoggiato sulla cattedra e poi alzarono la mano con trionfo.

“Avete una domanda?” chiese il maestro Valerio. “No, abbiamo fatto una scoperta” risposero in coro. “Sono settimane che le merendine di tutta la classe spariscono nel nulla” iniziò Ayesha. “Nessuno sa niente, la refurtiva non si trova, i responsabili agiscono sempre di soppiatto” proseguì Rossella. “Abbiamo indagato, ci siamo appostate, ma poi abbiamo deciso di giocare al loro stesso gioco” riprese la prima sogghignando. “Oggi abbiamo scoperto chi sono i ladri!” conclusero insieme dandosi il cinque e voltandosi verso un lato della classe, in cui Alessandro, Federico e Valentina cercavano di pulirsi le mani sui vestiti spargendo il colorante viola ovunque. Fu così che i responsabili confessarono: erano loro i ladri di merendine. Si coprivano a vicenda durante le ricreazioni per agguantare tutti i dolci adagiati sui banchi e li nascondevano in un vecchio armadio abbandonato nel ripostiglio. Dopo la fine della scuola, sgattaiolavano all’interno e, lesti lesti, recuperavano la refurtiva, che divoravano il pomeriggio stesso, davanti alla TV.

Quando la campanella risuonò quel giorno, le due amiche uscirono dalla classe a testa alta tra i complimenti dei compagni. “È stato troppo divertente! Qual è la prossima missione?” esclamò Ayesha. “Be’, l’anno è appena iniziato” disse Rossella afferrando la bicicletta, “Sono sicura che troveremo nuove indagini. Per il momento… chi arriva per prima a casa mia? C’è una torta che ci aspetta!”. “Non vale, sei partita prima!” gridò l’amica montando in sella. “Che ci vuoi fare?” rispose Rossella, “Dopotutto, domani è un altro giorno… forse vincerai tu”. E ridendo pedalarono a tutta velocità verso la nuova meta.

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