La ricerca di Babbo Natale - parte 2

La ricerca di Babbo Natale - parte 2

Testo di Elisa Belotti; illustrazione di Adele Mori

Il soggiorno in Nuova Zelanda stava per terminare. Babbo aveva già in mente la prossima meta ma doveva preparare la partenza. Trascorse l’ultimo giorno facendo i bagagli, impacchettando i suoi modellini, facendo scorta di pavlova e salutando gli amici. La slitta fu pronta dopo il tramonto, quindi l’ultimo viaggio (prima del ritorno a casa) avvenne di notte. Le renne erano abituate, ma di certo non avrebbe dato loro fastidio una piccola fonte di luce. Per fortuna il naso rosso di Rudolph illuminava la via.

Il viaggio fu tutto sommato breve. La distanza tra Wellington e la nuova meta era contenuta. Babbo, infatti, aveva scelto come ultima tappa Seul. La città accolse le renne e la slitta con i suoi grattacieli luminosi. Trascorsero parecchio tempo a mezz’aria prima di trovare il giusto spiazzo in cui atterrare, ma eccoli arrivati. Finalmente Babbo Natale e le renne si trovavano in Corea del Sud.

Qual è stata la prima cosa che Babbo e le renne hanno cercato una volta messi piedi e zoccoli in Corea? Sì, avete indovinato: i dolci! Ormai sapete la loro passione per il cibo natalizio (e non solo). Per prima cosa, quindi, si recarono da alcuni amici di Babbo per adagiare i bagagli, rimettersi in forze e fare una bella scorpacciata di baesuk, un dolce a base di pere.

Babbo trascorse i giorni seguenti immerso nelle sue ricerche. Si confrontò con le persone coreane che incontrava e imparò da loro le tradizioni per celebrare il Natale. Prese pagine e pagine di appunti, segnando sul suo taccuino tutte le informazioni che non conosceva. Ed erano molte! Fece anche degli acquisti (spesso puntando sui mercatini dell’usato) per impiegare nuovi materiali nei suoi giocattoli. Gli oggetti accumulati sul retro della slitta iniziarono a diventare moltissimi. 

Giunse infine il momento di tornare al Polo Nord. Babbo Natale aveva concluso la sua ricerca e le renne sapevano che era pronto per rimettere piede a casa. Erano tutte contente di partire, ma anche un po’ tristi perché ormai si erano abituate a quell’avventura. Dopo aver salutato tutti gli amici nuovi e vecchi di Seul, si misero in formazione. Redini in posizione, zoccoli già caldi… si parte!

Il viaggio di ritorno sembra sempre più breve rispetto a quello di partenza. In un battibaleno si ritrovarono al Polo Nord. L’atmosfera sapeva di casa, ma Babbo si accorse subito della nostalgia delle renne. “Che ne dite se festeggiamo il nostro ritorno con qualcosa di speciale?” chiese loro. “E cosa?” domandò Rudolph con aria sconsolata. “Perché non una bella fetta di pandoro imbevuta di crema?” rispose Babbo e dopo le sue parole gli occhi delle renne si riaccesero di colpo. Fecero a gara a chi arrivava per prima in cucina e si sentì urlare “Io però voglio il panettone!”. Era naturalmente la voce di Dancer.

Presto fu il grande giorno. Quella notte Babbo avrebbe viaggiato di caminetto in caminetto, di casa in casa, a bordo della sua slitta. Le renne dovevano riposare ma lui aveva un ultimo compito da portare a termine. Era partito per quel lungo viaggio alla ricerca di un’ispirazione, un’idea geniale e strabiliante che gli avrebbe permesso di costruire un nuovo giocattolo. E così voleva fare.

Si mise gli abiti da lavoro e si rintanò nel suo laboratorio. Lavorò per lunghe ore per inserire tutto il suo viaggio nella nuova creazione. Prese spunto dalla sosta nel Nord Europa, all’ombra dell’aurora boreale e caratterizzata dall’aroma di cioccolata calda (e panna!). Richiamò alla memoria la musicalità e i colori di Porto Rico, le pietanze e gli incontri fatti in Sudafrica. Come dimenticare poi le fantastiche esperienze vissute in Nuova Zelanda? Per non parlare di tutto ciò che aveva imparato in Corea.

Pensò a ogni incontro, ogni volto amico, ogni momento condiviso. Inserì tutti quei pensieri nel processo creativo e proprio pochi minuti prima del tramonto… “Eccolo!” esclamò con soddisfazione. Era riuscito nel suo intento. Che cosa costruì? Be’, per saperlo dovete aspettare che sia lui a portarvelo!

Si conclude così il calendario dell’Avvento che vi ha accompagnatə ogni giorno fino a Natale con una storia illustrata. Visita il nostro sito per recuperare i frammenti precedenti della storia.

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