Libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione

Libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione
Di Erica Caimi

Libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione è un libro uscito a giugno 2020 per edizioni Settenove. Già il titolo fa riflettere su quanto la storia e la lingua abbiano eclissato il contributo delle donne che intervennero nelle decisioni politiche del paese, partecipando alla stesura della nostra Costituzione. Riconduciamo sempre la Carta Costituzionale ai termini “Padri fondatori” o “padri costituenti”, perché dunque non alle “madri fondatrici”? Talvolta, e senza sfociare nell’eccesso, anche nelle parole si annidano profonde ingiustizie sociali. 

Il 1946 è un anno importante per l’Italia, la guerra è finita, il fascismo è alle spalle, e anche le donne italiane votano per la prima volta. Il 2 giugno partecipano al referendum per scegliere tra repubblica e monarchia e per eleggere l’Assemblea costituente. Vince la repubblica fondata sull’uguaglianza di tutte le persone davanti alla legge.

Libere e sovrane è un libro per ragazze e ragazzi. Su ogni pagina, impreziosita da colorati disegni, si racconta la biografia di ciascuna delle 21 donne che hanno scritto la carta costituzionale.

Teresa Mattei apre le danze, per proseguire con nomi che hanno fatto la storia della politica italiana. C’è Nilde Iotti, la prima donna a diventare presidente della Camera, restando al Parlamento per ben tredici legislature. C’è Angelina Merlin, madre dell’art.3 della Costituzione nella sua accezione più femminista e paritaria e la cui modernità sconcertante colpisce ancor oggi. C’è Angela Maria Guidi, prima donna a Montecitorio nonché sottosegretaria di Stato nel Ministero dell’industria e del commercio. Adele Bei, di estrazione comunista, così attiva nella Resistenza da guadagnarsi il grado di “capitano”, in una declinazione, purtroppo, ancora prettamente al maschile.

C’è la compagna di partito Maria Maddalena Rossi, una scienziata che starà in Parlamento per tre legislature e presiederà l’UDI fino al 1956. Ci sono poi Maria Agamben Federici, Rita Montagnana, Nadia Gallico Spano, Vittoria Titomanlio, Angela Gotelli, Maria Nicotra, Teresa Noce, Maria de Unterrichter, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Laura Biachini, Bianca Bianchi, Filomena delli Castelli, Elisabetta Conci, Angiola Minella. Volutamente, le elenchiamo una per una.

La domanda sorge spontanea…A che punto siamo oggi, a più di settant’anni di distanza? Le donne oggi hanno raggiunto la parità, oppure vivono nuove forme di discriminazione? La risposta la conosciamo tutte. La troviamo in ogni storia di quotidiana violenza, nella latitanza delle istituzioni in materia di asili nido e assistenza alle famiglie, nella negazione di un’opportunità di lavoro perché in “età fertile”, nelle disparità di trattamento economico, nella solitudine di tante madri, e in molte altre dinamiche. 

Questo libro è un regalo alle nuove generazioni, un invito a raccogliere la staffetta e proseguire nel futuro quella corsa cominciata nel lontano 1946. Una corsa che deve necessariamente svolgersi in un circuito istituzionale, perché è all’interno delle istituzioni che devono maturare i più importanti cambiamenti. Ci rimanda alla necessità di essere cittadine attive ed è anche un’importante asserzione di presenza in una cornice storica rimasta a lungo incompleta. Grazie quindi a Micol Cossali, Giulia Mirandola, Maria Rossi, Novella Volani e Michela Nanut, autrici che hanno voluto ricordare, da donne, Le donne che hanno fatto la Costituzione.

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