Luna e mestruazioni: due cicli intrecciati tra loro

Di Martina Boselli

Il mio rapporto con il ciclo mestruale è iniziato quando, all’età di dodici anni o poco più, mi convinsi, in un pomeriggio di autunno, che avrei di lì a breve partorito un alien. Non c’erano dubbi: fu un dolore assolutamente diverso e distinto da altri provati prima.
Il ricordo più vivido che ho, tuttavia, non riguarda tanto il dolore quanto, invece, lo sguardo colmo di orgoglio misto a preoccupazione di mia madre, che portava a casa un pacco di assorbenti nuovo di zecca dal supermercato.

Per tantissimi anni le mestruazioni sono state per me paragonabili ad una zia rompipalle e inopportuna (so che ce l’avete anche voi) che, puntualmente, si presentava alla mia porta (non bussando, ma sfondandola), quando meno avrei voluto vederla. Nel mio caso sarebbe stata sicuramente accolta dallo zerbino con la dicitura “Oh no, not you again!”.
Pare infatti che la mestruazione sappia esattamente quando tu debba andare in vacanza o abbia qualche evento importante per poter presenziare anche lei. È un dato (non tanto) scientifico attentamente esaminato alla famigerata Università della Vita.

Sono riuscita ad interiorizzare una prospettiva diversa sul ciclo mestruale qualche anno più tardi, quando ho cominciato a documentarmi leggendo libri sulla questione pensando “se non puoi combatterli, unisciti a loro”.
Ho imparato ad avere un approccio diverso al tema leggendo, tra i vari,  il libro di Miranda Grey, Luna Rossa. L’autrice propone, attraverso esercizi di meditazione teorici e pratici, una guida con cui prendere coscienza del proprio ciclo e del proprio corpo per meglio comprenderlo e viverlo nella nostra quotidianità.

Grey paragona le quattro fasi cicliche che le donne attraversano (tendenzialmente) ogni mese ai quattro tempi delle fasi lunari: la luna crescente viene collegata all’archetipo della Vergine, associato al periodo compreso tra la fine del sanguinamento e l’ovulazione, è il periodo meno fertile ed è di conseguenza quello in cui la donna ‘appartiene’ solo a se stessa; la luna piena è associata all’archetipo della Madre, corrispondente al periodo ovulatorio, la centratura esclusiva verso di sé muta e si rivolge all’esterno; a luna calante si identifica invece con l’Incantatrice, dall’ovulazione alla mestruazione, la fase di massima creatività; la luna nera viene infine associata alla Strega, archetipo legato alla mestruazione: il periodo di ritiro, il tempo di ascoltare il proprio corpo ed il sé interiore.

La domanda che l’autrice si pone è la seguente: “quante donne[1] sono effettivamente coscienti del loro ciclo come qualcosa di diverso da una funzione fisiologica mensile fastidiosa, che interferisce con il normale corso della vita?”. Decisamente poche, soprattutto in una società squisitamente maschilista e patriarcale in cui si tende a sopprimere il sintomo senza mai scavare a fondo per arrivare alla causa.

Un esercizio consigliato che ho trovato molto utile, è quello del “Diagramma (o Disco) Lunare”.
Non fatevi ingannare dal nome futuristico: altro non è che un modo per registrare quello che ci succede mensilmente  e collegare i puntini alla fine. Si tratta infatti un cerchio suddiviso in tanti spicchi quanto è la durata del vostro ciclo, dentro ognuno dei quali è possibile registrare, giorno dopo giorno i nostri cambiamenti umorali, di energia, le emozioni che proviamo, il livello di libido, e tutto ciò che riteniamo degno di riflessione (potete disegnarlo oppure cercarlo su Google, ce ne sono tantissimi). Il Disco Lunare, dopo qualche mese di compilazione, metterà in risalto la natura ciclica della nostra personalità, rendendoci più consapevoli e capaci di accettare la validità dei ritmi della nostra vita.

Ciclo lunare e mestruale sono sempre stati, in qualche modo, collegati tra loro. Prendiamo in considerazione, ad esempio, la loro durata: quello lunare dura, all’incirca, 29 giorni (il tempo trascorso tra un plenilunio e l’altro), mentre invece quello mestruale dura, indicativamente, tra i 25 e i 30 giorni. Demetra George, in Mysteries of the Dark Moon, ci racconta che:

La luna è sempre stata collegata al tempo e al destino. Il primo calendario, risalente al 33000 AEC durante il Paleolitico Superiore, sono sequenze di tacche incise nelle ossa e nell’avorio che misuravano il tempo secondo le fasi lunari. Sui calendari venivano anche segnati i giorni del ciclo mestruale delle donne, i giorni adatti per il concepimento e i mesi lunari della gravidanza fino al parto. […]. La luna, nella sua trasformazione, rispecchia la stessa fluttuazione tra crescita e decrescita che avviene nel corpo umano e nella psiche.

La luna era considerata la controparte del disco solare, come testimonia un esempio fra tanti:  la famosa Venere di Laussel, antica 12000 anni ed incisa su pietra, raffigura una donna simboleggiante la fertilità. Porta in mano un corno di bisonte che rappresenta una mezzaluna mentre indica con la mano sinistra il proprio ventre.

Ad oggi non esistono evidenze scientifiche che provino l’effettivo influsso della luna sul ciclo mestruale (così come sul taglio dei capelli o  sulla crescita delle unghie), sebbene in alcuni casi il suo apporto sia innegabile, pensiamo ad esempio alla Barriera Corallina australiana, i cui coralli, una sola volta all’anno e con la luna piena, si riproducono in massa dando vita a nuove creature. Tuttavia, esaminare questa connessione che si trova a cavallo tra realtà e mito, verità e immaginazione, può essere un modo efficace per giungere ad una più piena consapevolezza di sé, del proprio corpo, delle proprie debolezze e dei propri bisogni, in un mondo che ci vuole sempre orientat* alle massime prestazioni spesso a discapito della salute fisica e mentale.


[1] Nota importante: non tutte le donne hanno il ciclo e non tutte le persone che hanno le mestruazioni sono donne!